Roma è in fermento: il tennis è finito, ma il racconto continua. E Sinner… ci ha conquistati lo stesso.
Roma è esplosa. Non solo di applausi, selfie e racchette, ma di tutto quel fermento che si crea quando lo sport incontra il pubblico, la città e – ovviamente – i social. Gli Internazionali BNL d’Italia sono ufficialmente archiviati, le partite sono finite, il campo è stato smontato, ma l’eco di questa edizione 2025 si sente ancora. Online. Ovunque.
E allora, facciamo due considerazioni insieme: su chi ha vinto (non solo nel punteggio), su chi ha perso (ma forse ha guadagnato altro) e su come questo evento è stato vissuto – e raccontato – sui social.
Il tennis come spettacolo… social
Nel nostro ultimo episodio del podcast, con Veronica abbiamo fatto il punto su cosa vuol dire oggi vivere un evento come questo. Non si tratta più solo di sport. È un’esperienza, un momento condiviso, un pretesto per comunicare. A volte per raccontare sé stessi, altre volte per dimostrare che “ci si era”.
E il feed parla chiaro: chiunque abbia messo piede anche solo nei paraggi del Foro Italico ha sentito il bisogno di comunicarlo. Dai vip in tribuna alle influencer con la racchetta in spalla, fino agli amanti del tennis veri che postano tabelloni, esultanze, dettagli tecnici. Un po’ di tutto, con un’unica certezza: se non l’hai condiviso, sei sicuro di esserci stato?
Ma poi c’è anche l’altro lato, quello istituzionale. Il racconto ufficiale, quello del profilo @internazionalibnlditalia – che, ammettiamolo, poteva brillare di più.
Feed spento e reel senza copertina: ecco i miei #sconsigliato
📸 #Sconsigliato n.1 – Foto troppo buie nel feed: Il tennis è luce, dinamismo, energia. Perché allora scegliere scatti piatti, a volte spenti, con una luce che sembra arrivare da un tardo pomeriggio nuvoloso? Allineare le immagini alla palette del brand è la base, non un’opzione. Un brand così prestigioso merita una presenza visiva all’altezza.
🎞️ #Sconsigliato n.2 – Reel senza copertina: I reel senza cover sono come i biglietti senza intestazione: perdono identità. La copertina non è solo estetica, è coerenza, branding e chiarezza. Se voglio ritrovare un contenuto o capirne al volo il tono, devo poterlo riconoscere in mezzo al feed.
E Sinner? Non ha vinto… ma ha vinto lo stesso.
Quando uscirà questo articolo, sapremo già tutto: il vincitore del torneo, i punteggi finali, chi è andato avanti e chi no. Ma c’è una cosa che resterà, al di là dei numeri: la percezione emotiva.
Jannik Sinner non ha vinto questo torneo. Ma ha vinto qualcosa di altrettanto potente: un’ondata di empatia, di affetto collettivo, di umanità che sui social ha fatto il giro d’Italia (e non solo).
È sceso in campo con un problema fisico, ha comunicato con sincerità, è rimasto vicino al pubblico. E, sorpresa: anche fuori dal campo, Sinner si conferma un campione. Vi invito davvero a dare un’occhiata al suo profilo social: sobrio, autentico, con una narrazione che non forza mai l’immagine del campione, ma piuttosto la costruisce con naturalezza, passo dopo passo.
E oggi – in un mondo dove spesso si grida più forte per sembrare autentici – questa misura diventa una strategia potente.
L’eredità di questi Internazionali? Il racconto.
Chiudiamo così questa chiacchierata post torneo: gli Internazionali ci hanno lasciato tante storie, non solo match point. Dal pubblico adorante (e postante) a una comunicazione ufficiale che può crescere, passando per un Sinner che forse non ha portato a casa la coppa, ma sicuramente il cuore di molti.
E per noi professionisti del racconto, ogni evento come questo è un laboratorio a cielo aperto: un’occasione per osservare come i brand si muovono, come le persone reagiscono, e come possiamo – sempre – migliorare il modo in cui comunichiamo.
Alla prossima edizione, alla prossima analisi.
E ricordate: non basta esserci, bisogna anche raccontarlo bene.
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🎧 Ascolta l’episodio completo del podcast direttamente qui sotto.
📲 E se ancora non lo hai fatto… vai a curiosare il profilo di Sinner. Perché sì, il talento si vede anche da come si racconta.
Sconsigliato
Ep.8 Ep.8 Internazionali di tennis, sono accesi i fari anche sui social?
Errori social in giro per il social
In fondo, eventi come questi ci ricordano una cosa importante: le emozioni non si archiviano con il risultato di un torneo. Restano nelle foto, nei post, nei commenti, nei gesti spontanei. Restano nei racconti – quelli ben costruiti e quelli imperfetti ma veri.
Per chi lavora nella comunicazione, è un invito costante a fare meglio: a osservare, a capire cosa funziona (e cosa no), a non avere paura di raccontare con autenticità.
Perché lo sport passa. Le stories scadono.
Ma il modo in cui scegliamo di raccontare, quello sì, può fare la differenza.
tag @jinternazionalibnlditalia @janniksin






