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L’ELFO SULLA MENSOLA: ASPETTANDO IL NATALE

Da qualche anno si sta diffondendo una bella usanza americana legata al periodo natalizio: The Elf on the Shelf, tradotto, L’elfo sulla mensola.

The Elf on the Shelf ha origine nel 2005. Quell’anno, Carol Aebersold e sua figlia Chanda Bell pubblicano un libro per bambini intitolato “The Elf on the Shelf: A Christmas Tradition”, con un pupazzetto di elfo in dotazione.

La storia si basa su una tradizione natalizia della loro famiglia iniziata negli anni ’70. Nella loro casa un elfo appariva ogni anno dopo il Giorno del Ringraziamento (25 novembre) per tenere d’occhio i bambini e impedire loro di comportarsi male. Un modo divertente per spronare i bimbi a fare del proprio meglio prima di Natale per ricevere gli attesi doni. Il libro in poco tempo è diventa un best seller e Elf on the Shelf è oggi una consuetudine molto diffusa che ha ispirato anche un film d’animazione per la TV intitolato “An Elf’s Story: The Elf on the Shelf”.

Nel 2008, il libro ha vinto numerosi premi, tra cui il Best Toy Award di Learning Express e il Book of the Year Award dei Creative Child Awards.

Il fenomeno è diventato così forte che ha varcato le frontiere degli Stati Uniti arrivando anche in Europa.

Secondo la tradizione americana, gli elfi, aiutanti di Babbo Natale, acquistano i loro poteri magici nel momento in cui viene dato loro un nome. Devono poi essere sistemati in qualche punto della casa, dove se ne staranno appollaiati a controllare che i bambini facciano i bravi. Non appena questi si addormenteranno, le piccole creature magiche voleranno a riferire a Santa Claus se i bimbi sono stati gentili o maleducati durante il giorno.

Regola numero uno: il piccolo elfo non deve essere toccato, pena la perdita dei superpoteri e l’impossibilità a compiere il lungo viaggio in notturna verso il Polo Nord. Se tutto fila liscio, ogni mattina, i bambini, dopo una breve caccia al tesoro, troveranno il loro elfo in un punto diverso della casa, immobile e attento nella sua funzione di controllore. La Vigilia di Natale è il giorno in cui gli elfi fanno ritorno da Santa Claus dove si fermano fino all’anno successivo

Regola numero due: l’elfo non parlerà né si muoverà mentre i bambini sono svegli. L’elfo si muove solo di notte quando fa il suo viaggio di ritorno al Polo Nord. Una volta tornato, assume una nuova posizione in casa. Alla fine ognuno può adattare ulteriormente la storia in base ai propri desideri, creando intorno al personaggio ulteriori variazioni con la missione di deliziare i bambini, ispirare momenti di magia, creare ricordi, incoraggiare la gentilezza e promuovere un buon comportamento.

In Italia il libro con il piccolo folletto era introvabile fino a qualche anno fa. Una collega giocattolaia, entusiasta della favola, tempo fa propose alla sua clientela i meravigliosi elfi della ditta danese Maileg che si prestano perfettamente allo scopo, riadattando un po’ la storia: l’elfo birichino viene inviato da Babbo Natale non per spiare i bambini, ma per imparare da loro le buone maniere.

Con questa nuova chiave di lettura, una cara cliente del negozio, Barbara Spolitu, insegnante, appassionata scrittrice di racconti, che potete seguire sulla sua pagina Instagram diariodiunamaestrasuperstar, ha scritto una bellissima fiaba diventata un punto di riferimento importante per tutti quei genitori che vogliono introdurre la tradizione dell’elfo nella loro famiglia.

Se la storia dell’Elf on the Shelf vi ha appassionato e volete tuffarvi anche voi in questo meraviglioso turbinio di emozioni, marachelle e risate, potete unirvi ai vari gruppi Facebook o pagine Instagram sul tema, (#glielfimattacchioni è quello legato al nostro negozio di giocattoli Il gufo con gli occhiali ilgufocongliocchiali.aprilia). Curiosando su Internet troverete tante idee per organizzare scherzetti per tutto il periodo dell’avvento.

E se avete ancora dubbi esiste la pagina ufficiale https://elfontheshelf.com/ per un filo diretto con il Polo Nord!

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Federica Consiglio

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